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Stagioni Artistiche

Stagione Estate 2026

Giovedì 25 giugno - venerdì 26 giugno 2026
Palazzo Mazzoni, via C. Spinola 11
Ore 20.30

W. A. Mozart: Don Giovanni, Dramma giocoso in due atti K. 527
Roma Tre Orchestra
Gustav Kuhn, direttore Wolfgang Amadeus Mozart (1756–1791) è stato uno dei compositori più rappresentativi e influenti del classicismo viennese. Nato a Salisburgo, è noto per la straordinaria varietà e perfezione delle sue opere, che spaziano dalla musica sinfonica a quella da camera fino al teatro musicale, dove raggiunge esiti di assoluta eccellenza. Nel Don Giovanni, Mozart realizza uno dei capolavori più complessi e affascinanti della storia dell’opera, fondendo elementi comici e tragici in un equilibrio unico. Il protagonista diventa una figura popolare grazie alla musica e il libretto capaci di rivelare una profondità psicologica e drammatica oltre i confini del genere buffo. Gustav Kuhn, direttore di fama internazionale, già presente alla prima edizione del festival, torna sul podio per dirigere un suo cavallo di battaglia; Roma Tre Orchestra affronta così per la seconda volta, dopo il 2018, il celebre titolo mozartiano, coinvolgendo un cast internazionale di cantanti. Wolfgang Amadeus Mozart (1756–1791) was one of the most representative and influential composers of the Viennese Classical period. Born in Salzburg, he is renowned for the extraordinary variety and perfection of his works, ranging from symphonic and chamber music to opera, where he achieved results of absolute excellence. In Don Giovanni, Mozart creates one of the most complex and fascinating masterpieces in the history of opera, blending comic and tragic elements in a unique balance. The protagonist becomes a popular figure thanks to music and libretto capable of revealing a psychological and dramatic depth beyond the boundaries of opera buffa. Gustav Kuhn, an internationally renowned conductor and already present at the first edition of the festival, returns to the podium to conduct one of his signature works. Roma Tre Orchestra thus performs the celebrated Mozartian title for the second time, after 2018, featuring an international cast of singers.

Giovedì 2 luglio - venerdì 3 luglio 2026
Palazzo Mazzoni, via C. Spinola 11
Ore 20.30

A. Bruckner: Sinfonia n. 7 in mi maggiore
Roma Tre Orchestra
Gustav Kuhn, direttore Anton Bruckner (1824–1896) rappresenta una delle figure più profonde e visionarie del sinfonismo tardo-romantico. Formatosi in un contesto fortemente legato alla tradizione organistica e sacra, sviluppa un linguaggio sinfonico singolare, caratterizzato da un respiro formale ed uso architettonico dell’orchestra che rendono il suo sinfonismo proiettato verso le sonorità del 900’. La Sinfonia n. 7 in mi maggiore costituisce uno dei vertici della sua produzione, nonché uno dei lavori più amati dal pubblico. In essa convivono solennità liturgica e intensità lirica, con un Adagio di straordinaria forza espressiva, pensato come omaggio alla memoria di Wagner; non è un caso che l’autore volle inserire ben quattro tube wagneriane nella partitura. La scrittura orchestrale si espande in un continuum sonoro, la forma-sonata dapprima tragica sublima nel finale, che culmina in un forte eroismo luminoso. Gustav Kuhn, interprete di riferimento del repertorio austro-tedesco, torna sul podio per affrontare una partitura a lui particolarmente congeniale, guidando la Roma Tre Orchestra in un percorso di grande respiro sinfonico, dopo la Quarta Sinfonia dell’autore diretta nella precedente edizione del festival. Anton Bruckner (1824–1896) represents one of the most profound and visionary figures of late-Romantic symphonism. Trained in a context deeply rooted in organ and sacred traditions, he developed a singular symphonic language characterized by a broad formal breath and an architectural use of the orchestra, projecting his music toward 20th-century sonorities. Symphony No. 7 in E major stands as one of the peaks of his production and one of his most beloved works. It combines liturgical solemnity with lyrical intensity, featuring an Adagio of extraordinary expressive power conceived as a tribute to Wagner’s memory; notably, the composer included four Wagner tubas in the score. The orchestral writing expands into a continuous sonic flow, with the sonata form evolving into a luminous and heroic finale. Gustav Kuhn, a leading interpreter of the Austro-German repertoire, returns to conduct a work particularly suited to him, guiding Roma Tre Orchestra through a symphonic journey of great breadth, following his performance of the composer’s Fourth Symphony in the previous edition.  

Giovedì 9 luglio - venerdì 10 luglio 2026
Palazzo Mazzoni, via C. Spinola 11
Ore 20.30

F. J. Haydn: Sinfonia n. 26 in re minore "Lamentatione" Hob:I:26
Concerto n. 2 in re maggiore per violoncello ed orchestra Hob:VIIb:2
Sinfonia n. 104 in re maggiore "Salomon" Hob:I:104
Roma Tre Orchestra
Enrico Bronzi, direttore e violoncello solista Franz Joseph Haydn (1732–1809) è universalmente riconosciuto come il padre della sinfonia e del quartetto d’archi, figura centrale nella definizione del linguaggio classico. La sua attività si è distinta per una ricchissima produzione sinfonica, con oltre cento sinfonie da catalogo.  Il programma propone un ampio affresco della sua evoluzione stilistica: dalla Sinfonia n. 26 “Lamentatione”, ancora intrisa di suggestioni sacre e contrappuntistiche, al Concerto per violoncello n. 2, esempio di brillante dialogo tra solista e orchestra, fra i concerti più amati per lo strumento; in chiusura la Sinfonia n. 104 “Salomon”, appartenente alla stagione londinese rappresentativa della sua maturità. Enrico Bronzi, fra i più apprezzati violoncellisti italiani di fama internazionale, nel doppio ruolo di direttore e solista, mette in luce la vitalità e la finezza di questo repertorio, guidando la Roma Tre Orchestra in un tributo monografico al maestro viennese. Franz Joseph Haydn (1732–1809) is universally recognized as the father of the symphony and the string quartet, a central figure in defining the Classical style. His activity is marked by an extraordinarily rich symphonic output, with over one hundred symphonies. The program offers a broad overview of his stylistic evolution: from Symphony No. 26 “Lamentatione,” still imbued with sacred and contrapuntal elements, to the Cello Concerto No. 2, a brilliant example of dialogue between soloist and orchestra; and finally Symphony No. 104 “Salomon,” representing the maturity of his London period. Enrico Bronzi, one of the most acclaimed Italian cellists internationally, in the dual role of conductor and soloist, highlights the vitality and refinement of this repertoire, leading Roma Tre Orchestra in a monographic tribute to the Viennese master.  

Giovedì 16 luglio - venerdì 17 luglio 2026
Palazzo Mazzoni, via C. Spinola 11
Ore 20.30

J. Brahms: Variazioni in si bemolle maggiore op 56a su un tema di Haydn
Sinfonia n. 3 in fa maggiore op. 90 
Roma Tre Orchestra
Giuseppe Mengoli, direttore

Johannes Brahms (1833–1897) rappresenta una delle voci più autorevoli del romanticismo europeo, capace di coniugare la tradizione classica e con i fermenti romantici. Profondamente legato ai modelli del passato, Brahms rinnova le forme tradizionali attraverso un linguaggio melodioso che attinge dalla musica popolare viennese e ungherese. Le Variazioni su un tema di Haydn op. 56a costituiscono uno dei primi esempi di variazione orchestrale autonoma, in cui il dialogo con la tradizione diventa occasione di raffinata invenzione timbrica. La Sinfonia n. 3 in fa maggiore op. 90, tra le più intime e compatte del ciclo sinfonico brahmsiano, contrassegna la maturità stilistica del compositore, tanto da essere il più grande successo che Brahms riscosse in vita. La Sinfonia si distingue per l’equilibrio tra tensione drammatica e un forte pathos, che nel celebre terzo movimento, Poco Allegretto, si unisce ad una malinconica dolcezza.  Giuseppe Mengoli, fra i più giovani e talentuosi direttori d’orchestra italiani della nuova generazione, guida per la prima volta la Roma Tre Orchestra in un percorso che vuole scoprire la profondità e al tempo stesso la modernità della musica brahmsiana. Johannes Brahms (1833–1897) represents one of the most authoritative voices of European Romanticism, capable of combining classical tradition with Romantic impulses. Deeply connected to past models, Brahms renews traditional forms through a lyrical language drawing from Viennese and Hungarian folk music. The Variations on a Theme by Haydn Op. 56a are among the first examples of independent orchestral variation form. Symphony No. 3 in F major, one of the most intimate and compact of his symphonies, marks his stylistic maturity and was his greatest success during his lifetime. It stands out for its balance between dramatic tension and lyrical pathos, particularly in the famous third movement, Poco Allegretto. Giuseppe Mengoli, among the most promising young Italian conductors, leads Roma Tre Orchestra for the first time in a program exploring the depth and modernity of Brahms’ music.    

Giovedì 23 luglio - venerdì 24 luglio 2026
Palazzo Mazzoni, via C. Spinola 11
Ore 20.30

P. I. Tchaikovsky: Romeo e Giulietta
Sinfonia n. 6 in si minore op. 74 "Patetica"
Roma Tre Orchestra
Davide Trolton, direttore Pëtr Il’ič Čajkovskij (1840–1893) è tra i principali esponenti della musica russa di tutti i tempi, capace di fondere tradizione occidentale e sensibilità nazionale in un linguaggio fortemente emotivo. La sua musica si distingue per l’intensità melodica immediatamente riconoscibile. Romeo e Giulietta, ouverture-fantasia ispirata dalla tragedia shakespeariana, rappresenta uno dei suoi lavori più celebri, in cui il conflitto tra amore e destino si traduce in un impianto orchestrale di grande impatto.  La Sinfonia n. 6 “Patetica”, l’ultima del compositore, costituisce una delle più alte espressioni del romanticismo musicale: un percorso drammatico che il compositore vuole riconoscere come testamento biografico. Davide Trolton, giovane bacchetta riconosciuta a livello internazionale, torna a dirigere Roma Tre Orchestra in un programma molto sentito dal grande pubblico, mettendo in evidenza la dimensione profondamente umana ed universale della musica di Tchaikovsky. Pyotr Ilyich Tchaikovsky (1840–1893) is among the greatest representatives of Russian music, blending Western tradition with national sensibility in a deeply emotional language. His music is distinguished by its immediately recognizable melodic intensity. Romeo and Juliet, inspired by Shakespeare’s tragedy, is one of his most famous works, where the conflict between love and fate is expressed through powerful orchestral writing. Symphony No. 6 “Pathétique,” his final work, stands as one of the highest expressions of musical Romanticism, conceived as a deeply personal and dramatic testament. Davide Trolton, a young internationally recognized conductor, returns to lead Roma Tre Orchestra in a program beloved by audiences, emphasizing the deeply human dimension of Tchaikovsky’s music.  

Giovedì 30 luglio - venerdì 31 luglio 2026
Palazzo Mazzoni, via C. Spinola 11
Ore 20.30

S. Prokofiev: Sinfonia n. 1 in re maggiore op. 25 "Sinfonia classica"
Concerto n. 2 in sol minore per violino e orchestra op. 63
Pierino e il lupo
Boris Belkin, violino solista
Roma Tre Orchestra
Marco Boni, direttore
Massimo Wertmuller, voce narrante Sergej Prokof’ev (1891–1953) è stato una figura centrale della musica del Novecento; il suo stile, caratterizzato da energia ritmica e incisività tematica, mantiene un costante dialogo con la tradizione della propria patria.  La Sinfonia n. 1, detta “Classica”, rappresenta un omaggio al linguaggio settecentesco rinnovato attraverso una sensibilità moderna, mentre il Concerto per violino n. 2 ci trasporta verso un lirismo ed una tensione più tipici della scrittura virtuosistica del novecento. Pierino e il lupo, il cui testo, scritto dallo stesso Sergej Prokof'ev, è invece una vera e propria fiaba, capace di affascinare ogni bambino e di restare impressa anche in età adulta. Ciascun personaggio è rappresentato da un tema musicale e da uno specifico strumento dell’orchestra, secondo abbinamenti timbrici di immediata e naturale efficacia. Per la seconda volta sul podio della Roma Tre Orchestra, Marco Boni, Direttore Onorario della Royal Concertgebouw Orchestra, affianca il celebre violinista Boris Belkin, interprete di riferimento della scuola russa ed incontra Massimo Wertmüller, attore romano tra i più versatili e apprezzati, nel ruolo di voce narrante.  Sergei Prokofiev (1891–1953) was a central figure of 20th-century music; his style, characterized by rhythmic energy and thematic sharpness, maintains a constant dialogue with Russian tradition. The Symphony No. 1 “Classical” pays homage to 18th-century style through a modern sensibility, while the Violin Concerto No. 2 explores a more lyrical and virtuosic dimension. Peter and the Wolf, with text by Prokofiev himself, is a captivating musical tale in which each character is represented by a specific instrument and musical theme. Marco Boni, Honorary Director of the Royal Concertgebouw Orchestra, returns to the podium, joined by Boris Belkin and Massimo Wertmüller.    

Giovedì 6 agosto - venerdì 7 agosto 2026
Teatro Palladium, piazza B. Romano 8
Ore 20.30

L. v. Beethoven: Sinfonia n. 9 in re minore op. 125 "Corale"

Coro Verdi di Roma
Laura Khamzatova, soprano
Camilla Carol Farias, mezzosoprano
Hiroki Kono, tenore
Francesco Samuele Venuti, basso
Roma Tre Orchestra
Luigi Piovano, direttore Ludwig van Beethoven (1770–1827) rappresenta il punto di svolta tra classicismo e romanticismo, figura centrale nella storia della musica per la forza innovativa del suo linguaggio e per la profondità espressiva delle sue opere. La Sinfonia n. 9 in re minore op. 125 “Corale” costituisce uno dei vertici assoluti del repertorio sinfonico, introducendo per la prima volta la voce umana all’interno della forma sinfonica. Il celebre finale sull’“Inno alla gioia” di Schiller trasforma la sinfonia in una visione universale di fratellanza, unendo dimensione musicale all’ideale etico, divenendone presto l’inno dell’umanità. Luigi Piovano, da oltre vent’anni è primo violoncello solista dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, apprezzato direttore consolida il rapporto con Roma Tre Orchestra, dirigendo insieme il Coro Verdi di Roma e a un cast internazionale di solisti, offrendo così una lettura di grande respiro di una delle opere più rappresentative della storia della musica. Ludwig van Beethoven (1770–1827) marks the turning point between Classicism and Romanticism, a central figure for the innovative force and expressive depth of his music. Symphony No. 9 “Choral” stands as one of the absolute peaks of the symphonic repertoire, introducing the human voice into the symphonic form for the first time. The famous finale on Schiller’s “Ode to Joy” transforms the symphony into a universal vision of brotherhood. Luigi Piovano, principal cello of the Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, leads Roma Tre Orchestra and Coro Verdi di Roma in a performance of great breadth and intensity.    

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