Mercoledì 18 marzo ore 19, Torre C Rettorato Università Roma Tre
Giacomo Corbetta - Young Artists Piano Solo Series 2025 - 2026
S. Taneyev: Preludio e Fuga op.. 29
A. Scriabin: Sonata per pianoforte n. 2 in sol diesis minore op. 19
A. Scriabin: Fantasia op. 28
S. Prokofiev: Toccata op. 11
S. Rachmaninov: Preludio op. 23 n. 4
S. Prokofiev: Sonata n. 7 in si bemolle maggiore per pianoforte op. 83
Giacomo Corbetta, pianoforte
Il programma proposto da Giacomo Corbetta, al suo debutto con Roma Tre Orchestra, attraversa alcune delle pagine più intense e visionarie della scuola pianistica russa tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, mettendo in dialogo rigore contrappuntistico, misticismo sonoro e modernità ritmica.
Ad aprire il concerto è il Preludio e Fuga op. 29 di Sergej Taneyev, figura centrale della tradizione accademica russa e straordinario maestro di contrappunto. In questa pagina il compositore unisce la severità della forma bachiana a un linguaggio armonico tardo-romantico, creando una trama polifonica densa e rigorosa, nella quale la fuga si sviluppa con grande chiarezza architettonica e forza espressiva.
Il percorso prosegue con due opere di Alexander Scriabin, tra i più originali innovatori del pianoforte russo. La Sonata n. 2 in sol diesis minore op. 19, conosciuta come Sonata-Fantasia, evoca un paesaggio marino immaginario: il primo movimento, contemplativo e notturno, suggerisce l’immobilità misteriosa del mare illuminato dalla luna, mentre il secondo si anima in un vortice luminoso e agitato, come onde in tempesta. Con la Fantasia op. 28, Scriabin sviluppa invece una grande forma libera, ricca di slanci lirici e tensioni armoniche sempre più ardite, anticipando il linguaggio visionario della sua maturità.
Il virtuosismo modernista di Sergej Prokofiev irrompe con la celebre Toccata op. 11, una delle pagine pianistiche più spettacolari del primo Novecento. Basata su una pulsazione incessante e su una scrittura percussiva, la Toccata costruisce un’impressionante macchina ritmica, dove energia meccanica e precisione tecnica diventano elementi espressivi.
In contrasto, il Preludio op. 23 n. 4 di Sergej Rachmaninov introduce un momento di intensa introspezione. Con il suo carattere elegiaco e la cantabilità tipicamente rachmaninoviana, il brano dispiega una linea melodica ampia e malinconica sostenuta da armonie ricche e profonde.
Il concerto si conclude con una delle opere pianistiche più potenti del repertorio novecentesco: la Sonata n. 7 in si bemolle maggiore op. 83 di Prokofiev, seconda delle cosiddette Sonate di guerra. Composta negli anni della Seconda guerra mondiale, la sonata condensa tensione drammatica, sarcasmo e violenza ritmica. Dopo un primo movimento inquieto e frammentato e un Andante sognante e sospeso, il travolgente finale (Precipitato) esplode in un moto perpetuo martellante, diventato uno dei finali più elettrizzanti della letteratura